Nasce ad Alfero il 9 agosto 1915 in una famiglia contadina, il padre Pietro Lanzi ex sergente maggiore dell’esercito nella prima guerra mondiale e la madre Luisa Bernabini nativa del Podere Pozzo, insieme a lui altri quattro fratelli: Augusto, Giuseppe, Pierina e Severina.
Ad Alfero frequentò le scuole elementari con grande passione; deciso a continuare gli studi si trasferì in seminario a Sansepolcro ma fu rimandato a casa per motivi di salute. La sua passione per il sapere era troppo forte, però, e non avendo molte alternative decise di studiare per corrispondenza e si recò a Roma dopo cinque anni per dare l’esame di stato. Il padre, contrario alle sue scelte non finanziò i suoi studi, fu la sorella Pierina che gli pagò la retta per poter sostenere l’esame finale.
Iniziò la sua carriera di insegnante ancor prima di diplomarsi alla scuola denominata “Pianaccio”, poi  a Pereto, Nasseto, Riofreddo ed infine Alfero dove rimase fino alla pensione nel 1981. La scuola, i bambini, i suoi alunni furono la sua ragione di vita, metteva tutta l’anima nel suo lavoro e tutte le volte che qualcuno lo ringraziava per una lezione in più che veniva richiesta e mai negata rispondeva: “Grazie a voi”.
Quella scuola che tanto amava nel 1979 gli conferì la medaglia d’argento all’insegnamento. Grande appassionato di storia soprattutto quella inerente ai suoi luoghi natii  con gli amici di sempre Don Gino Saragoni e Federico Bardeschi, si adoperò  molto per il paese e per le esigenze della popolazione.
Era un personaggio molto timido e riservato: nel 1975 ricevette l’Onorificenza da Papa Pio VI e nel 1976 venne nominato Cavaliere del Lavoro dall’allora Presidente della Repubblica Leone. La famiglia non era a conoscenza di nulla, solo dopo la sua morte avvenuta il 26 dicembre 1987 ben nascosti in un armadio,  vennero ritrovati gli attestati rilasciati dalla Santa Sede e dalla Presidenza della Repubblica.